martedì 10 novembre 2015

CITAZIONE DA ANNA KARENINA


Tutte le  famiglie  felici si somigliano; ogni famiglia  infelice  è invece disgraziata a modo suo.

venerdì 4 settembre 2015

RIMORSI


La foto del bambino morto affogato che ha commosso il mondo ha rinnovato un mio non sopito rimorso. Era il 1991 o forse il 1992. Lubiana. Un indiano, un sickh, chiese un visto per l'Italia in Ambasciata. Gli fu negato perché non c'erano i presupposti. Lui insistette e chiese di me. Io scesi a parlargli e a spiegargli che la legge mi impediva di concedergli un visto. Continuando a parlare con lui lo accompagnai verso l'uscita. Quando arrivammo vicino alla porta lui si inginncchiò abbracciando i miei piedi e mi disse che se non gli concedevo il visto condannavo a morte lui e tutta la sua famiglia rimasta in India. Io non mi feci convincere e alla fine lui uscì. Durante la lunga conversazione non aveva mai alzato la voce e allo stesso modo uscì. Io rimasi là a riflettere sull'orrore di quella situazione. Poi improvvisamente, dopo qualche minuto, uscii e cercai di raggiungerlo con l'idea di proporgli di lavorare da me in Ambasciata. Ma non lo ritrovai.
Spero che sia riuscito a entrare in Italia nonostante me. Io comunque ogni tanto mi ricordo di lui

martedì 23 giugno 2015

LA MIA PASSIONE PER LA FOTOGRAFIA


All'inizio fu la mia rivincita per il fatto che non ero in grado di disegnare nulla con la mia mano destra (e tanto meno con la sinistra...)
Più tardi, diventò il mezzo per mettere su carta un'immagine bella, che  fosse un viso o un luogo della natura. Non mi interessai affatto alla cronaca e questo fu un limite di cui adesso mi rendo conto .
Alla fine è diventato il modo per creare uno schermo fra me e il mondo, ossia per poter guardare il mondo attraverso un mirino invece di guardarlo in faccia.

sabato 9 maggio 2015

Banalità


A volte si contano i giorni o le ore perché addolora il pensiero che una cosa finisca.

Certe altre volte si contano i giorni o le ore perché non si vede l’ora che una cosa finisca.


(banalità preziosa per valutare la validità di una relazione…)

FRAZIONI: VITA/SOLDI


Quando compri qualcosa non devi pensare a quanti soldi stai per spendere ma a quanta vita hai speso per guadagnarli. Così facendo, tutto ti sembrerà più costoso e penserai a sprecare di meno.

(un pensiero dell’ex Presidente dell’Uruguay José Mujica, rielaborato da me)

sabato 7 marzo 2015

COPPIE ANZIANE


Una coppia giovane è di plastica.
Una coppia anziana è di vetro e si scheggia tutte le volte che il contatto è ruvido.

martedì 27 gennaio 2015

ASSICURAZIONI


Oltre alla macchina e alla casa, oggi ho dovuto assicurare anche Tommaso. ..

giovedì 15 gennaio 2015

MANY ENEMIES, MUCH HONOR OR MANY FRIENDS, MUCH PEACE ?


OSSERVAZIONE SULLA VIOLENZA


Quando ho visto una zanzara posarsi sui miei coglioni, ho capito che non si può risolvere tutto con la violenza.

giovedì 8 gennaio 2015

L'ATTENTATO A CHARLIE HEBDO


Dopo l'attentato è fatale che molta gente vorrà criminalizzare tutti i musulmani. Invece il 90 e più % di loro sono persone assolutamente comuni, che mai hanno pensato di fare del male a qualcuno. Se li criminalizziamo, ne spingiamo inevitabilmente qualcuno a rinforzare le fila dei violenti, mentre altri - frustrati dalla nostra stupida prepotenza - adotteranno una complice neutralità.
Invece no. Io voglio che il più possibile dei musulmani siano dalla mia parte, che ci aiutino a difenderci dai quelli criminali. Voglio pochi nemici e tanti alleati. E' tanto difficile da capire ?

ARTICOLO SU IL COSMOPOLITA

03/12/2014

Dove vuol seminare la strategia dell'orrore del'IS?

Fabio Cristiani
Alla fine, di questo “Stato Islamico” si parla perfino poco. Siamo così presi da noi stessi – articolo 18, riforma del Senato, Tor Sapienza… – che di questa guerra ci interessiamo fino a un certo punto. Oltretutto, è ancora parecchio lontana. Ogni tanto qualche politico rinnova l’allarme, ma il sospetto che lo faccia più che altro per ammorbidire l’opposizione agli F 35  e alle altre spese militari, è abbastanza forte. Del resto, quale potrebbe essere il ruolo militare dell’Italia in un’eventuale guerra su larga scala ?
Nel frattempo, i tagliagole dell’IS ci sbattono in faccia un’orrenda esecuzione ogni due-tre settimane. Si dice che sia per spaventarci. Non credo. Sono ancora troppo deboli militarmente e troppo lontani per distoglierci dalle nostre angosce economiche e esistenziali. Credo piuttosto che sgozzino la gente ritenendo così di conquistare prestigio e rispetto nel mondo islamico. Infatti, se è ben possibile che l’IS prima o poi sia costretto a ritirarsi, il prestigio guadagnatosi con queste efferatezze resterà a lungo presente nella memoria dei più giovani.
Ed è proprio qui il vero pericolo. Ogni giorno, in Italia - ma anche altrove in Europa - migliaia di giovani musulmani sono trattati come schiavi, insultati e derisi sui luoghi del lavoro nero, dove nostri connazionali del genere di quelli comparsi sulle piantagioni di pomodori fino al civile nord-est, danno sfogo ai loro istinti sadici. Meno cruentemente, ma con grande efficacia, i leghisti fanno di tutto per creare una barriera culturale fra noi e loro, per una manciata di voti.
Cosa passerà per la testa di questi ragazzi umiliati, offesi e perfino picchiati per 5 euro e 16 ore di lavoro al giorno ? Quanti sono quelli che si augurano nel silenzio della loro mente che un giorno la bandiera nera dell’IS sventoli sul serio a piazza San Pietro e che magari possano anche tagliare la testa di qualche loro schiavista ?
Più che comprare nuove armi e raccontarci di poter essere protagonisti in una guerra vera, non sarebbe intanto il caso di cominciare a mandare i carabinieri nelle migliaia – si’ migliaia – di aziende dove si pratica il lavoro nero se non addirittura la schiavitù ? Se si drenasse l’acqua che alimenta questa vergogna, molti clandestini tornerebbero nei loro Paesi, molte aziende decotte chiuderebbero lasciando spazio a nuove intraprese, i salari degli occupati regolari non sarebbero così tanto taglieggiati e, alla fine, gli stranieri rimasti troverebbero un motivo per integrarsi e, un domani, per stare dalla nostra parte quando i prossimi tagliagole volessero affacciarsi da queste parti.