domenica 26 maggio 2013

UNA STRANA COPPIA


Ero in spiaggia e sotto l‘ombrellone vicino al mio arrivò una giovane coppia con due bambini. Cominciai subito a pettegolare col pensiero, come si usa fare quando stai disteso sul lettino sotto l’ombrellone.
Lui era un giovane un po’ sovrappeso, biondo, con la barba e con la faccia da nord-europeo (solo alla fine scoprirò che era russo). Lei, sembrava ancora più giovane, quasi una ragazzina: capelli nerissimi, carnagione appena un po' scura, un vestito di cotone rosso lungo fino ai piedi e un velo bianco leggero avvolto con cura sulla testa e sul collo: quindi doveva essere una russa di qualche repubblica islamica (cecena?)
I bambini, un maschio di 7-8 anni e una bambina di circa 1 un anno e mezzo, erano ambedue biondissimi. Quindi, erano figli dell’uomo, a cui peraltro assomigliavano vistosamente. Quindi - conclusi -  l’uomo era divorziato e quello era il w.e. in cui gli toccavano i figli. Si’, doveva essere proprio così, anche perché l’uomo e la donna si baciavano spesso e con passione, a dimostrazione che la ragazza doveva essere la nuova fidanzata. Che non potesse essere la madre dei due bambini, oltre all’evidenza dell’analisi del DNA che avevo fatto lì per lì sotto l’ombrellone, lo dimostrava anche la leggerezza e l’apparente distacco con cui lei si rivolgeva ai due bambini. Il maschio quasi non lo vedeva mentre giocava da solo o col padre, mentre la bambina la prendeva per mano o l’accompagnava a passeggiare sulla riva proprio come se fosse la figlia del fidanzato. La bambina sembrava un po’ infastidita, forse per il vento o magari perché aveva fame. La giovane donna rispettava questa insofferenza senza sembrare insofferente a sua volta, proprio come si fa con i bambini che non sono tuoi. E  non cessava di essere sorridente e di camminare sulla riva quasi danzando, seguita dagli occhi e dal sorriso del cicciottello biondo compagno.
Tutta questa mole di indizi schiaccianti mi fece concludere che la mia intuizione iniziale era corretta: si trattava senza dubbio di due fidanzati in una delle prime uscite insieme ai figli di lui.



Poi accadde che la giovane donna iniziò ad allattare la bambina. Quindi era la madre. Poi si spogliò per fare il bagno. Quindi non era neanche musulmana.

Era soltanto una famiglia felice.

Per questo non riuscivo a riconoscerla.

mercoledì 13 marzo 2013

WEEK END


I w.e. in solitudine mi sembravano montagne da scavalcare.
I w.e. con loro non riuscivano a finire.
Quelli con te scivolavano via nella normalità di un tempo che  scorre e che non deve necessariamente infrangersi sul lunedì.
Il w.e. è un test spietato.

martedì 22 gennaio 2013

LETTERA DA UN CASSETTO


Oggi ho trovato in un cassetto questa lettera che mi aveva scritto il gatto poco prima di sparire. Deve essere stato verso marzo 2011.

Caro amico mio, adesso tocca a me parlare di te e di noi. In questi mesi passati assieme, io ho capito che nascere gatto è una benedizione. All’inizio in effetti non mi era chiaro. Sono nato in mezzo a una strada e solo per merito di una umana mi sono ritrovato in una bella casa, piena di letti e con la ciotola del pranzo sempre piena. O quasi...visto che ogni tanto sono io che devo ricordarti che avrei fame... Poi, sempre per merito degli umani sono ancora vivo.
Si’, la nostra vita di animali è un po’ più insicura della vostra, ma ha il vantaggio di essere quasi sempre vissuta come merita, breve o lunga che sia. Sempre che non ci si imbatta negli umani-nemici.

Quando la sera vengo a trovarti e vedo la tua faccia triste, provo a consolarti strusciando il muso sulla tua barba, ma mi rendo conto che preferiresti il muso di qualcuna della tua razza. .Ma comunque è meglio che niente, non ti pare ….?

La notte, quando dormi, ogni tanto mi sveglio e ti guardo. Mi metto a spiare i tuoi sogni. Quando mi accorgo che non sono belli, vorrei aiutarti, ma non so come. Sono gatto...e faccio solo sogni belli. E poi da un po’ non vuoi più che dorma con te. Mi hai detto che hai paura delle zecche. Hai ragione, sono un problema anche per me. Anzi, grazie per la medicina. Speriamo che adesso questi insetti schifosi girino a largo. Comunque, quando vuoi che torni a proteggere un po’ i tuoi sogni, sai che dormo fuori della tua porta.

Ti ho sentito ieri quando parlavi con tua moglie di me. Lei mi vuole castrare a tutti i costi. Non è cattiva. E’ solo che ha difficoltà a capire certe cose della natura.... Ma me lo viene a dire proprio in questi giorni che ho un daffare enorme con tutte le ragazze che mi girano intorno ! Anzi, volevo chiederti scusa se non ho tanto tempo da dedicarti.
E grazie per avermi difeso....