venerdì 17 dicembre 2010

SKOPJE- PRIME IMPRESSIONI

Quando si arriva a Skopje si è colpiti dal disordine, dal buio delle strade e dalla povertà, ma anche dalla vitalità. Dipende dal fatto che per le strade si incontrano solo giovani e giovanissimi (ma i vecchi dove li hanno messi ...?). Poi, con il passare dei giorni, l'attenzione si focalizza su immagini di povertà che a "noi ricchi" sono sconosciute, o al massimo le vediamo in televisione. Dal bambino Rom di 8 -10 anni, che quasi nudo e scalzo chiede nella neve l'elemosina ai semafori, magari insieme a un giovane padre che sotto la pioggia tiene in braccio il figlio neonato, ai ragazzi che frugano nei cassonetti 7 giorni su 7. Una notte, sotto una pioggia scrosciante e gelata, un uomo sui 50, senza cappotto, cercava di trasportare una poltrona troppo grande per lui, trovata vicino ai cassonetti. Questa umanità che dovrebbe essere disperata ma non è ha lo sguardo, si aggira in questa città insieme alle migliaia di cani randagi, incrociandosi e ignorandosi con la maggioranza della popolazione che ha all'apparenza un livello di vita simile al nostro. Dico all'apparenza, perché la maggioranza delle famiglie vive con 3 -400 euro al mese e non capisce come faccia ad arrivare alla fine del mese, oltretutto in un paese dove non c'è assistenza e non ci sono servizi sociali.

giovedì 15 aprile 2010

NON SI PUO' MORIRE COSI'

L'altra mattina, all'alba, è morto Jacopo, un compagno di scuola di Tommaso. Non lo conoscevo se non indirettamente. Lo consideravo una "cattiva compagnia" e raccomandavo a Tommaso di non seguirne l'esempio. Mi dicevano che beveva e si faceva le canne. Sapevo che dietro le sue trasgressioni c'era una storia di dolore e di fragilità, ma restava nascosta dietro la sua immagine "pubblica". Solo quando mi è stata descritta la sua morte, ho visto chiaramente che era soltanto un bambino, che alle 3 di mattina, tutto solo, si è addormentato sul volante e non si è più svegliato. Mi sono sentito in colpa, non per come lo avevo giudicato o per aver messo in guardia Tommaso, ma perché non ho saputo/voluto far niente per aiutarlo. Perché noi adulti non abbiamo più voglia di ribellarci di fronte a una società che lascia i suoi figli ubriacarsi e drogarsi a Campo de' Fiori, che li lascia andare su macchinette di plastica, che non pretende controlli di polizia sui percorsi del sabato sera, che non li sa proteggere, che non sa dare loro una speranza ? E soprattutto noi adulti abbiamo la terribile e imperdonabile responsabilità di pensare più al nostro corto futuro di vecchi che a curare la sofferenza dei nostri figli e salvare il loro futuro. Vorrei proprio che esistesse qualcuno dall'altra parte, che abbia accolto Jacopo con un abbraccio.

SANT'AMBROGIO

Sappi che ogni uomo affamato e senz’abito che viene alla tua porta è Gesù; ogni disperato è Gesù. E lo incontrerai il giorno in cui si chiuderà il tempo del mondo e lui, quello stesso uomo, verrà ad aprirti e ti chiederà: “Mi riconosci?”

giovedì 21 gennaio 2010

PERCHE' SONO UN COMUNISTA NOSTALGICO

Ai tempi del comunismo, mentre nell'Europa dell'Est la gente soffriva la tragedia della dittatura, in Italia eravamo divisi in due parti: da un lato i democristiani (in parte buoni e in parte cattivi) e dall'altra i comunisti: i dirigenti comunisti facevano affari con le cooperative e prendevano soldi dall'Unione Sovietica, oltre a prendere per il culo la loro gente raccontando che il comunismo era il paradiso. Anche tra i comunisti c'erano un sacco di malfattori. Adesso lo sappiamo con chiarezza. Però, il popolo comunista, quello che preparava le feste dell'Unità, ma anche gli amministratori locali che non rubavano una lira, i sindacalisti che si facevano ammazzare dalla mafia, i ragazzi come me che si alzavano alle 5 per andare a vendere l'Unità...erano gente per bene ! e in mezzo a loro ci si sentiva a casa. Quando andavi a un comizio del PCI sapevi che la gente che ti stava intorno era la parte onesta di questo Paese. Adesso, il dramma è che non c'è più un posto sicuro...

sabato 16 gennaio 2010

SPESA PUBBLICA

Ridurre la spesa pubblica significa colpire clientele e corporazioni che di quella vivono. Queste corporazioni controllano tutti i maggiori partiti. Quindi non c'è speranza che la spesa pubblica possa essere tagliata, a meno di sconvolgimenti biblici...né che le tasse vengano abbassate.