venerdì 4 settembre 2015
RIMORSI
La foto del bambino morto affogato che ha commosso il mondo ha rinnovato un mio non sopito rimorso. Era il 1991 o forse il 1992. Lubiana. Un indiano, un sickh, chiese un visto per l'Italia in Ambasciata. Gli fu negato perché non c'erano i presupposti. Lui insistette e chiese di me. Io scesi a parlargli e a spiegargli che la legge mi impediva di concedergli un visto. Continuando a parlare con lui lo accompagnai verso l'uscita. Quando arrivammo vicino alla porta lui si inginncchiò abbracciando i miei piedi e mi disse che se non gli concedevo il visto condannavo a morte lui e tutta la sua famiglia rimasta in India. Io non mi feci convincere e alla fine lui uscì. Durante la lunga conversazione non aveva mai alzato la voce e allo stesso modo uscì. Io rimasi là a riflettere sull'orrore di quella situazione. Poi improvvisamente, dopo qualche minuto, uscii e cercai di raggiungerlo con l'idea di proporgli di lavorare da me in Ambasciata. Ma non lo ritrovai.
Spero che sia riuscito a entrare in Italia nonostante me. Io comunque ogni tanto mi ricordo di lui
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