martedì 15 luglio 2008

SVALBARD: la madre di tutti i viaggi



Specialmente se incappi in una giornata nuvolosa, non si può dire che sia un posto "bello": rocce nere appena coperte di un po' di verde incerto, mare plumbeo, neve a chiazze e ghiacciai in lontananza. Un paesaggio in bianco e nero e parecchio freddo. In giro, gente un po' strana fra i 20 e i 40. Qualche baracca di legno.
Però è emozionante. Nel senso che quella terra di nessuno, che da migliaia di anni riesce a tenere lontani gli umani, ti tira fuori una serie di emozioni, certamente diverse da persona a persona. Un po' di ricordi di vita vissuta, un po' di sensazioni antiche. Insomma, in una giornata dove la luce non cambia mai, dove il silenzio è proprio silenzioso, e in una notte che non ha niente della notte, ti ritrovi a contatto con qualcosa di talmente naturale da sembrare a noi cittadini molto innaturale ma che ti permette di guardarti un po' dentro.
Suggerisco che una volta nella vita ci si debba assolutamente andare.


https://youtu.be/PzTKvck_tkI

domenica 6 luglio 2008

I CLASSICI

" Questa era dunque la vita che si faceva. I nostri rapporti diventavano man mano più ostili. E infine si arrivò al punto che non più la discordanza di idee provocava ostilità, ma l'ostilità provocava la discordanza di idee: qualunque cosa lei dicesse, io già in anticipo ero in disaccordo, e lo stesso faceva lei....Scaturivano liti e espressioni di odio a proposito del caffè, della tovaglia, dell'auto.. Dentro di me l'odio per lei ribolliva spesso terribile....Noi non comprendevamo che amore e rancore erano lo stesso identico sentimento animale, soltanto sotto aspetti diversi. Se lo avessimo capito, vivere in questo modo sarebbe stato terribile. Qui sta infatti, insieme, la salvezza e il castigo dell'uomo: che quando non vive come vorrebbe, ha la possibilità di annebbiare la propria mente in modo da non accorgersi della miseria della sua situazione. Così facevamo anche noi. Lei cercava di stordirsi con un'attività intensa: faccende domestiche, arredamento della casa, vestiti per sé e per i figli, cura dei bambini. Io da parte mia avevo le mie occupazioni: bere, ufficio, caccia, carte da gioco. Tutti e due sentivamo che, quanto più eravamo impegnati, con tanto più astio potevamo trattarci reciprocamente. “Ti diverti a fare tanti capricci – pensavo di lei- mi hai tormentato tutta la notte con le tue scenate e oggi ho l'assemblea in ufficio”. “Anche tu te la godi – mi diceva lei – ma non ho dormito tutta la notte con il bambino...”...
Si viveva quindi in una nebbia perpetua, senza accorgerci della situazione in cui ci trovavamo. E se avessimo vissuto così fino alla vecchiaia, avrei creduto anch'io, morendo, d'aver vissuto una buona vita: non avrei compreso quell'abisso di infelicità e di menzogna in cui mi dibattevo. Noi eravamo in realtà due galeotti, pieni di odio l'uno per l'altro, legati alla stessa catena: ci avvelenavamo l'un l'altro la vita e ci sforzavamo di non accorgercene. Non sapevo ancora a quei tempi che il 90% dei coniugi vivono nel medesimo inferno, e che non può essere altrimenti".

Questo è un brano di un racconto scritto da Tolstoi circa 110 anni fa. Descrive abbastanza fedelmente ciò che avveniva fra me e Veronika un secolo dopo.
Morale:  da giovani, bisognerebbe leggere di più i classici...

sabato 5 luglio 2008

QUANTO COSTA ALL'AMBIENTE UN CHILO DI PRUGNE ?

Leggo che per portare in Italia dal Cile 1 kg di prugne occorrerebbero 7 kg di combustibile. Chissà quanta energia costa portare tonnellate di acqua minerale italiana in Giappone e negli USA...

COME ABBIAMO FATTO A SOPRAVVIVERE ?

(da un corsivo di Enrico vanzina - Il Messaggero luglio 2008)

Ma noi, ragazzi degli anni '5o, come abbiamo fatto a sopravvivere ? Andavamo in auto senza cinture di sicurezza, giocavamo con giocattoli pieni di piombo, mia nonna spruzzava DDT anche sulla roba da mangiare, andavamo in bicicletta senza casco, ci buttavamo giù per le strade su tavole di legno con le ruote ma senza i freni, bevevamo l'acqua da tutti i tubi...
Non avevamo videogiochi, dvd, cellulari, computer, mentre di televisione avevamo una mezz'ora al giorno e non tutti i giorni.
Uscivamo da soli con l'unico obbligo di rientrare prima di notte.
Però avevamo molti amici e tanta più libertà. Avevamo anche più tempo, per leggere, per pensare, per annoiarci. E vi pare poco ?

giovedì 3 luglio 2008

PRIMA VENNERO....






Emil Gustav Friedrich Martin Niemöller (1892-1984), teologo,
pastore protestante tedesco, oppositore del nazismo

MARTINA NON AMA I CANI.... ?

Quando era piccola ne aveva paura. Mela l'ha aiutata a superare la fobia. Martina ama molto Mela. Se le accadesse qualcosa ne soffrirebbe come in un lutto. Eppure, in questo momento per lei è una trappola. E' incompatibile con la sua vita. Non c'è alcuno spazio e disponibilità a portarla fuori o ad accudirla in qualche modo. E' comprensibile a 17 anni. E infatti il punto non è questo. Il punto è: perché non lo ammette ? Perché non dice:" Mi dispiace, ma io non posso più occuparmi di Mela. Sarò riconoscente a te e a Tommaso se lo farete al posto mio". Sarebbe soltanto una piccola, onesta, assunzione di responsabilità.
Spero che usi la funzione "commenti", proprio qui sotto, per farla.
E così, non se ne parla, più !