martedì 27 gennaio 2015

ASSICURAZIONI


Oltre alla macchina e alla casa, oggi ho dovuto assicurare anche Tommaso. ..

giovedì 15 gennaio 2015

MANY ENEMIES, MUCH HONOR OR MANY FRIENDS, MUCH PEACE ?


OSSERVAZIONE SULLA VIOLENZA


Quando ho visto una zanzara posarsi sui miei coglioni, ho capito che non si può risolvere tutto con la violenza.

giovedì 8 gennaio 2015

L'ATTENTATO A CHARLIE HEBDO


Dopo l'attentato è fatale che molta gente vorrà criminalizzare tutti i musulmani. Invece il 90 e più % di loro sono persone assolutamente comuni, che mai hanno pensato di fare del male a qualcuno. Se li criminalizziamo, ne spingiamo inevitabilmente qualcuno a rinforzare le fila dei violenti, mentre altri - frustrati dalla nostra stupida prepotenza - adotteranno una complice neutralità.
Invece no. Io voglio che il più possibile dei musulmani siano dalla mia parte, che ci aiutino a difenderci dai quelli criminali. Voglio pochi nemici e tanti alleati. E' tanto difficile da capire ?

ARTICOLO SU IL COSMOPOLITA

03/12/2014

Dove vuol seminare la strategia dell'orrore del'IS?

Fabio Cristiani
Alla fine, di questo “Stato Islamico” si parla perfino poco. Siamo così presi da noi stessi – articolo 18, riforma del Senato, Tor Sapienza… – che di questa guerra ci interessiamo fino a un certo punto. Oltretutto, è ancora parecchio lontana. Ogni tanto qualche politico rinnova l’allarme, ma il sospetto che lo faccia più che altro per ammorbidire l’opposizione agli F 35  e alle altre spese militari, è abbastanza forte. Del resto, quale potrebbe essere il ruolo militare dell’Italia in un’eventuale guerra su larga scala ?
Nel frattempo, i tagliagole dell’IS ci sbattono in faccia un’orrenda esecuzione ogni due-tre settimane. Si dice che sia per spaventarci. Non credo. Sono ancora troppo deboli militarmente e troppo lontani per distoglierci dalle nostre angosce economiche e esistenziali. Credo piuttosto che sgozzino la gente ritenendo così di conquistare prestigio e rispetto nel mondo islamico. Infatti, se è ben possibile che l’IS prima o poi sia costretto a ritirarsi, il prestigio guadagnatosi con queste efferatezze resterà a lungo presente nella memoria dei più giovani.
Ed è proprio qui il vero pericolo. Ogni giorno, in Italia - ma anche altrove in Europa - migliaia di giovani musulmani sono trattati come schiavi, insultati e derisi sui luoghi del lavoro nero, dove nostri connazionali del genere di quelli comparsi sulle piantagioni di pomodori fino al civile nord-est, danno sfogo ai loro istinti sadici. Meno cruentemente, ma con grande efficacia, i leghisti fanno di tutto per creare una barriera culturale fra noi e loro, per una manciata di voti.
Cosa passerà per la testa di questi ragazzi umiliati, offesi e perfino picchiati per 5 euro e 16 ore di lavoro al giorno ? Quanti sono quelli che si augurano nel silenzio della loro mente che un giorno la bandiera nera dell’IS sventoli sul serio a piazza San Pietro e che magari possano anche tagliare la testa di qualche loro schiavista ?
Più che comprare nuove armi e raccontarci di poter essere protagonisti in una guerra vera, non sarebbe intanto il caso di cominciare a mandare i carabinieri nelle migliaia – si’ migliaia – di aziende dove si pratica il lavoro nero se non addirittura la schiavitù ? Se si drenasse l’acqua che alimenta questa vergogna, molti clandestini tornerebbero nei loro Paesi, molte aziende decotte chiuderebbero lasciando spazio a nuove intraprese, i salari degli occupati regolari non sarebbero così tanto taglieggiati e, alla fine, gli stranieri rimasti troverebbero un motivo per integrarsi e, un domani, per stare dalla nostra parte quando i prossimi tagliagole volessero affacciarsi da queste parti.