lunedì 19 giugno 2017
SOLSTIZIO D'ESTATE
Il solstizio d'estate è stato accolto da me sempre con un senso di sollievo. Ma non era perché iniziava l'estate, ma in sostanza per il contrario, e cioè per il fatto che le giornate avrebbero cominciato ad accorciarsi. Ossia, mi consolava che l'inverno cominciasse ad riavvicinarsi....
Le giornate così implacabilmente piene di luce mi hanno quasi sempre dato un senso di oppressione e fatto desiderare l'oscurità più precoce dell'autunno, i primi venti freddi, la prima coperta sul letto.
L'idea di una maggiore intimità della casa, che invece d'estate è un luogo quasi ostile perché si infuoca di caldo e ti spinge sempre fuori a cercare un po' di fresco. D'estate bisogna "fare", "andare"....Certe estati le ho affrontate col piglio giusto e ne sono stato contento, ma in genere, almeno all'inizio, prevaleva la paura e quindi il solstizio d'estate è stato rassicurante (pur facendo finta di non pensare che annuncia proprio l'arrivo del gran caldo !)
sabato 17 giugno 2017
FARE LA MADRE
Veronika è stata una brava madre ? A
mio giudizio, lo è stata. Lo penso nonostante sia stato spesso in disaccordo con lei su
certe scelte educative, ma ovviamente ho fatto anche io i miei troppi errori.
La verità è che mettendomi con
Veronika io trascurai di dare importanza alla nostra diversità
culturale: venivamo da due mondi diversi e avevamo valori diversi.
Quando ti metti con una persona, magari non dai troppa importanza a
queste diversità, che talvolta puoi perfino considerare un
arricchimento reciproco. Quando però queste diversità incidono sul messaggio
educativo che si manda ai figli, il compromesso non è possibile e lo
scontro è difficilmente evitabile.
Ad esempio, io venivo da una famiglia
dove la carriera scolastica non era argomento che si potesse mettere
in discussione. V. veniva da una famiglia che aveva escluso in
premessa un corso di studi avanzato. Ovvio che quando si trattava di
finire i compiti alle 10 di sera o di decidere se andare o non andare
a scuola il giorno dopo, non fossimo d'accordo.
Ma la mia domanda iniziale era più
sostanziale.
Io ritengo che V. non fosse preparata a
gestire il peso della responsabilità materna, specialmente se
moltiplicata per due come fu il caso. Lo ha fatto ugualmente, ma a
fatica. Spesso deve essersi resa conto di questa fatica e ne ha
subìto dolorosamente il rimorso. Ricordo con tenerezza i suoi
ritorni a casa con piccoli regali per i figli che ai miei occhi
apparivano come un palese tentativo di “compensazione” per una
continuità di attenzione condotta con tanta fatica. Insomma, un
grande affetto che non riusciva a generare fino in fondo un sereno
accudimento.
In realtà lo stesso si può dire di
me: unica differenza che io me ne rendevo dolorosamente conto mentre credo che V.
non lo ammetta neanche oggi.
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