Gli eventi succedutisi all’8 settembre del ’43 furono definiti dalla storiografia ufficiale “guerra di liberazione dal nazi-fascismo”. Questa definizione, che diventò anche l'interpretazione storica “ufficiale”, nobilitava quella guerra e i suoi protagonisti, in primis il PCI che l’aveva guidata. I comunisti, infatti, per eludere il fatto che dalla guerra di liberazione intendevano acquisire guadagni "politici", le diedero un connotato “patriottico”, respingendo invece la definizione di “guerra civile”. A sostegno della tesi del PCI, non va peraltro dimenticato che i partigiani combatterono principalmente contro i tedeschi e attaccarono i fascisti italiani in quanto questi fiancheggiavano gli occupanti tedeschi. Quindi, alo di là dell'uso politico che ne fu fatto, non credo si possa negare il carattere nazionale e “patriottico” della guerra di liberazione.
Essa fu largamente ininfluente rispetto alle operazioni militari a causa della disparità delle forze, ma il PCI ne ingigantì il ruolo: be’ questo è comprensibile, sia perché il PCI voleva acquisire più potere nel dopoguerra, ma anche per legittimo rispetto ai tanti partigiani caduti.
La destra cercò di accreditare invece il significato di “guerra civile”, per oscurare il ruolo di fiancheggiatori che avevano avuto rispetto all’occupante tedesco e tagliare corto sul problema del “chi aveva tradito chi”.
A sostegno dell'attributo "patriottico", aggiungo che se fosse passata la tesi di destra che voleva definire la guerra partigiana una "guerra civile", non ci sarebbe stato motivo perché essa fosse dichiarata finita con il 25 aprile e la resa dei nazisti. In realtà, poiché era in parte proprio una guerra civile, in una certa misura essa continuò nel dopoguerra, fino agli anni di piombo e all'assassinio di Moro che mise la parola fine a questa guerra civile "non dichiarata".
martedì 28 ottobre 2008
giovedì 23 ottobre 2008
SEPARAZIONE
Oggi io e Veronika ci siamo separati. La procedura è durata meno di cinque minuti.
Quando ci si sposa si ha un sacco di gente intorno, quando ci si separa si è soli. Non avevamo neanche la compagnia di avvocati.
E' stato un po' triste.
Quando ci si sposa si ha un sacco di gente intorno, quando ci si separa si è soli. Non avevamo neanche la compagnia di avvocati.
E' stato un po' triste.
venerdì 3 ottobre 2008
UNA BREVISSIMA RIFLESSIONE
Confondiamo
il potere con la libertà,
la ricchezza con l’onestà,
l’apparenza con l’innocenza,
il successo con la felicità,
il patriottismo con la prevaricazione,
il bene con la bontà
l’egoismo con la generosità
........
il potere con la libertà,
la ricchezza con l’onestà,
l’apparenza con l’innocenza,
il successo con la felicità,
il patriottismo con la prevaricazione,
il bene con la bontà
l’egoismo con la generosità
........
venerdì 5 settembre 2008
RUSSIA
Il giornalista russo dell'800 Vissarion Belinskij scrisse: "La nostra gente intende la libertà come volja, che significa "seminare discordia". La nazione russa, una volta liberata, non punterebbe a un parlamento, ma correrebbe nelle taverne a bere". Mi viene da pensare che sia abbastanza vero per i russi e che l'equazione libertà=anarchia sia anche alla base della filosofia di vita della mia ex suocera, filosofia trasmessa alla figlia Veronika, la quale ha invano tentato di applicarla all'educazione dei nostri figli, scontrandosi però con la radicata mentalità anarchica del sottoscritto (risultata alla fine vincente, essendo che i figli alla disciplina preferiscono istintivamente la libertà...)
mercoledì 3 settembre 2008
I MIEI FIGLI
Un metro e 86 centimetri di smarrimento, di disgustosi videogames, di nascoste attenzioni e di silenziosa generosità.
Un ingorgo di emozioni, dalla inconfessata sofferenza alle rabbie gridate troppo forte. E una riserva di affetti soffocati.
Per trentun anni mi ha maneggiato da lontano. Con l’attenzione che si deve ad un oggetto prezioso e fragile. E io, tra i numeri di cellulare, a memoria ricordo solo il suo.
martedì 15 luglio 2008
SVALBARD: la madre di tutti i viaggi
Specialmente se incappi in una giornata nuvolosa, non si può dire che sia un posto "bello": rocce nere appena coperte di un po' di verde incerto, mare plumbeo, neve a chiazze e ghiacciai in lontananza. Un paesaggio in bianco e nero e parecchio freddo. In giro, gente un po' strana fra i 20 e i 40. Qualche baracca di legno.
Però è emozionante. Nel senso che quella terra di nessuno, che da migliaia di anni riesce a tenere lontani gli umani, ti tira fuori una serie di emozioni, certamente diverse da persona a persona. Un po' di ricordi di vita vissuta, un po' di sensazioni antiche. Insomma, in una giornata dove la luce non cambia mai, dove il silenzio è proprio silenzioso, e in una notte che non ha niente della notte, ti ritrovi a contatto con qualcosa di talmente naturale da sembrare a noi cittadini molto innaturale ma che ti permette di guardarti un po' dentro.
Suggerisco che una volta nella vita ci si debba assolutamente andare.
https://youtu.be/PzTKvck_tkI
domenica 6 luglio 2008
I CLASSICI
" Questa era dunque la vita che si faceva. I nostri rapporti diventavano man mano più ostili. E infine si arrivò al punto che non più la discordanza di idee provocava ostilità, ma l'ostilità provocava la discordanza di idee: qualunque cosa lei dicesse, io già in anticipo ero in disaccordo, e lo stesso faceva lei....Scaturivano liti e espressioni di odio a proposito del caffè, della tovaglia, dell'auto.. Dentro di me l'odio per lei ribolliva spesso terribile....Noi non comprendevamo che amore e rancore erano lo stesso identico sentimento animale, soltanto sotto aspetti diversi. Se lo avessimo capito, vivere in questo modo sarebbe stato terribile. Qui sta infatti, insieme, la salvezza e il castigo dell'uomo: che quando non vive come vorrebbe, ha la possibilità di annebbiare la propria mente in modo da non accorgersi della miseria della sua situazione. Così facevamo anche noi. Lei cercava di stordirsi con un'attività intensa: faccende domestiche, arredamento della casa, vestiti per sé e per i figli, cura dei bambini. Io da parte mia avevo le mie occupazioni: bere, ufficio, caccia, carte da gioco. Tutti e due sentivamo che, quanto più eravamo impegnati, con tanto più astio potevamo trattarci reciprocamente. “Ti diverti a fare tanti capricci – pensavo di lei- mi hai tormentato tutta la notte con le tue scenate e oggi ho l'assemblea in ufficio”. “Anche tu te la godi – mi diceva lei – ma non ho dormito tutta la notte con il bambino...”...
Si viveva quindi in una nebbia perpetua, senza accorgerci della situazione in cui ci trovavamo. E se avessimo vissuto così fino alla vecchiaia, avrei creduto anch'io, morendo, d'aver vissuto una buona vita: non avrei compreso quell'abisso di infelicità e di menzogna in cui mi dibattevo. Noi eravamo in realtà due galeotti, pieni di odio l'uno per l'altro, legati alla stessa catena: ci avvelenavamo l'un l'altro la vita e ci sforzavamo di non accorgercene. Non sapevo ancora a quei tempi che il 90% dei coniugi vivono nel medesimo inferno, e che non può essere altrimenti".
Questo è un brano di un racconto scritto da Tolstoi circa 110 anni fa. Descrive abbastanza fedelmente ciò che avveniva fra me e Veronika un secolo dopo.
Morale: da giovani, bisognerebbe leggere di più i classici...
Si viveva quindi in una nebbia perpetua, senza accorgerci della situazione in cui ci trovavamo. E se avessimo vissuto così fino alla vecchiaia, avrei creduto anch'io, morendo, d'aver vissuto una buona vita: non avrei compreso quell'abisso di infelicità e di menzogna in cui mi dibattevo. Noi eravamo in realtà due galeotti, pieni di odio l'uno per l'altro, legati alla stessa catena: ci avvelenavamo l'un l'altro la vita e ci sforzavamo di non accorgercene. Non sapevo ancora a quei tempi che il 90% dei coniugi vivono nel medesimo inferno, e che non può essere altrimenti".
Questo è un brano di un racconto scritto da Tolstoi circa 110 anni fa. Descrive abbastanza fedelmente ciò che avveniva fra me e Veronika un secolo dopo.
Morale: da giovani, bisognerebbe leggere di più i classici...
sabato 5 luglio 2008
QUANTO COSTA ALL'AMBIENTE UN CHILO DI PRUGNE ?
Leggo che per portare in Italia dal Cile 1 kg di prugne occorrerebbero 7 kg di combustibile. Chissà quanta energia costa portare tonnellate di acqua minerale italiana in Giappone e negli USA...
COME ABBIAMO FATTO A SOPRAVVIVERE ?
(da un corsivo di Enrico vanzina - Il Messaggero luglio 2008)
Ma noi, ragazzi degli anni '5o, come abbiamo fatto a sopravvivere ? Andavamo in auto senza cinture di sicurezza, giocavamo con giocattoli pieni di piombo, mia nonna spruzzava DDT anche sulla roba da mangiare, andavamo in bicicletta senza casco, ci buttavamo giù per le strade su tavole di legno con le ruote ma senza i freni, bevevamo l'acqua da tutti i tubi...
Non avevamo videogiochi, dvd, cellulari, computer, mentre di televisione avevamo una mezz'ora al giorno e non tutti i giorni.
Uscivamo da soli con l'unico obbligo di rientrare prima di notte.
Però avevamo molti amici e tanta più libertà. Avevamo anche più tempo, per leggere, per pensare, per annoiarci. E vi pare poco ?
Ma noi, ragazzi degli anni '5o, come abbiamo fatto a sopravvivere ? Andavamo in auto senza cinture di sicurezza, giocavamo con giocattoli pieni di piombo, mia nonna spruzzava DDT anche sulla roba da mangiare, andavamo in bicicletta senza casco, ci buttavamo giù per le strade su tavole di legno con le ruote ma senza i freni, bevevamo l'acqua da tutti i tubi...
Non avevamo videogiochi, dvd, cellulari, computer, mentre di televisione avevamo una mezz'ora al giorno e non tutti i giorni.
Uscivamo da soli con l'unico obbligo di rientrare prima di notte.
Però avevamo molti amici e tanta più libertà. Avevamo anche più tempo, per leggere, per pensare, per annoiarci. E vi pare poco ?
giovedì 3 luglio 2008
PRIMA VENNERO....
MARTINA NON AMA I CANI.... ?
Quando era piccola ne aveva paura. Mela l'ha aiutata a superare la fobia. Martina ama molto Mela. Se le accadesse qualcosa ne soffrirebbe come in un lutto. Eppure, in questo momento per lei è una trappola. E' incompatibile con la sua vita. Non c'è alcuno spazio e disponibilità a portarla fuori o ad accudirla in qualche modo. E' comprensibile a 17 anni. E infatti il punto non è questo. Il punto è: perché non lo ammette ? Perché non dice:" Mi dispiace, ma io non posso più occuparmi di Mela. Sarò riconoscente a te e a Tommaso se lo farete al posto mio". Sarebbe soltanto una piccola, onesta, assunzione di responsabilità.
Spero che usi la funzione "commenti", proprio qui sotto, per farla.
E così, non se ne parla, più !
Spero che usi la funzione "commenti", proprio qui sotto, per farla.
E così, non se ne parla, più !
sabato 28 giugno 2008
LE IMPRONTE DIGITALI DEI BAMBINI ROM
Il Ministro dell'Interno Maroni vuole identificare i bambini Rom prendendo loro le impronte digitali, allo scopo di evitarne lo sfruttamento da parte delle loro famiglie. Meglio ancora sarebbe tatuare loro il nome sul braccio. Quando si tratta di efficienza organizzativa, sarebbe sempre meglio ispirarsi ai tedeschi...
LE FRASI SCELLERATE DI MARTINA: UN TENTATIVO DI CAPIRNE IL SENSO
L'ultima che ricordo nel corso della sua adolescenza fu di minacciarmi di non darmi alcun aiuto allorché, invecchiato fino a non essere più autosufficiente, ne avrei avuto bisogno. La cattiveria di questa minaccia si descrive da sola. Punta con grande intelligenza sul fatale sopravvenire della fragilità della vecchiaia per affermare la forza - a confronto quasi infinita - di chi è nel pieno della giovinezza. In altre parole: adesso non ti posso fare del male. Aspetto che tu sia sulla soglia della tua fine fisica per poter finalmente calpestarti infierendo sulla tua fragilità. Difficile immaginare un pensiero così orribile e vile (infierire su un inerme).
E' dunque possibile che sia vero ? La minaccia è ovviamente priva di fondamento: non mi aspetto che essa sia messa in pratica. L'aggressione sta dunque tutta nella minaccia in sé. Minacciare il padre in modo così "cattivo" serve a ferirlo. E la ferita effettivamente brucia.
Quindi il punto è: perché vuole infliggere questo dolore ? O anche: vuole effettivamente infliggere un dolore o questo è il solo modo con cui lei riesce a reagire al suo ?
Da piccola Martina era maestra nel passare dalla parte del torto, specie nei conflitti con Tommaso. Se subiva un dispetto, per esempio, lei reagiva con tale violenza che eravamo costretti a soccorrere lui e rimproverare lei, con la conseguente impossibilità di riconoscerle il ruolo di vittima che il più delle volte aveva. Martina, inoltre, aveva un bisogno parossistico di vedersi gratificata, e come tutti i bisogni parossistici non era possibile accontentarli tutti. La gelosia nei confronti di Tommaso e la sofferenza per le mancate gratificazioni, sono stati i tratti che hanno reso tormentata l'infanzia di Martina. Poi sono iniziate le incomprensioni fra me e Veronika, seguite dai litigi. Martina ha cercato invano di tapparsi le orecchie non potendo sostenere questa situazione e ha cercato sempre più riparo fuori casa, interrompendo la comunicazione con i genitori.
Ma allora che significato dare alle sue "frasi scellerate" ? Mi viene da pensare che esse rappresentino una forma di reazione, una specie di anticorpo che per difenderti procura un danno, come una reazione allergica: vivendo in un ambiente in cui le risulta impossibile esprimere l'affetto che certamente prova, reagisce all'intollerabile disagio che ciò le provoca, chiudendo gli occhi e la mente, e sparando insulti. Cioè, è questo il suo mo (n) do "rovesciato" di esprimere affetto ?
sabato 21 giugno 2008
ANCORA SULLE MOGLI.....
Ho scritto molto su Veronika, che mi sembra giusto postare una cosa anche su Rossana. Dieci anni fa scrissi un diario ex post dei due anni passati insieme a Lione. Pensai di raccontare al mio diario quel periodo perché, per quanto particolarmente infelice, l'ho sempre ricordato con qualche nostalgia e molto rammarico, per i tanti errori commessi sia sul piano personale che professionale.
Non mi sento di pubblicare adesso tutto il diario, ma solo le conclusioni:
Conclusione:
Durante i 15 anni lungo i quali abbiamo convissuto, abbiamo fatto tutte le fregnacce possibili in quell'epoca e in quelle condizioni. Non abbiamo mai omesso di prendere la via sbagliata o quella più dolorosa. Io vittima di delirio politico/nevrotico, R. di quello femminista/esistenziale, abbiamo perseguito con determinazione e con successo il massimo di infelicità, sempre, peraltro, dichiarando di inseguire viceversa la felicità. Siamo riusciti ad evitare il ricorso alla violenza fisica - che non è poco - pur ricorrendo in abbondanza a quella verbale e psicologica.
E poiché la natura non richiede alle coppie la patente affinché si riproducano, noi ci siamo avvalsi di questo diritto, con il risultato che a stare nella merda, ci ritrovammo in tre.
Se ci fosse una giustizia a questo mondo, il destino avrebbe dovuto essere più indulgente con due simili incapaci, e aiutarli e guidarli nel prosieguo della loro esistenza. Inoltre, proprio per aver condiviso irresponsabilità, nevrosi e confusione mentale, avremmo dovuto ritrovare una certa solidarietà, se non altro nel compatire quei nostri 15 anni di vita in buona parte vissuti male. Non siamo riusciti a fare neanche questo, preferendo tenere in vita rancori e tensioni per il resto della vita. Forse, dopo la morte di uno di noi, nell'altro affiorerà qualche indulgenza e qualche rimorso. Insomma, finché morte non ci separi, avremo vissuto nel [bene] e nel male il nostro matrimonio: se non altro, il dettato della chiesa cattolica, sarà stato rispettato ! E così sia.
Dublino, maggio 1997
P.S. Perché ho scelto proprio Lione per riparlare del mio vecchio matrimonio ? Perché è l’unico periodo che ricordo con qualche “positività”. Infatti, è vero che fu quasi il peggiore periodo passato assieme, ma fu anche l’unico in cui ci trovammo tutti e due sulla stessa barca (nella quale avevamo imbarcato a sua insaputa Emi), accomunati dall’essere smarriti, incapaci di progettare o anche di gestire il presente. Insomma, in qualche modo solidali nell’infelicità. L’unico periodo in cui ricordo R. essere stata nel complesso la mia “compagna” (nel senso umano e non politico del termine !).
Non mi sento di pubblicare adesso tutto il diario, ma solo le conclusioni:
Conclusione:
Durante i 15 anni lungo i quali abbiamo convissuto, abbiamo fatto tutte le fregnacce possibili in quell'epoca e in quelle condizioni. Non abbiamo mai omesso di prendere la via sbagliata o quella più dolorosa. Io vittima di delirio politico/nevrotico, R. di quello femminista/esistenziale, abbiamo perseguito con determinazione e con successo il massimo di infelicità, sempre, peraltro, dichiarando di inseguire viceversa la felicità. Siamo riusciti ad evitare il ricorso alla violenza fisica - che non è poco - pur ricorrendo in abbondanza a quella verbale e psicologica.
E poiché la natura non richiede alle coppie la patente affinché si riproducano, noi ci siamo avvalsi di questo diritto, con il risultato che a stare nella merda, ci ritrovammo in tre.
Se ci fosse una giustizia a questo mondo, il destino avrebbe dovuto essere più indulgente con due simili incapaci, e aiutarli e guidarli nel prosieguo della loro esistenza. Inoltre, proprio per aver condiviso irresponsabilità, nevrosi e confusione mentale, avremmo dovuto ritrovare una certa solidarietà, se non altro nel compatire quei nostri 15 anni di vita in buona parte vissuti male. Non siamo riusciti a fare neanche questo, preferendo tenere in vita rancori e tensioni per il resto della vita. Forse, dopo la morte di uno di noi, nell'altro affiorerà qualche indulgenza e qualche rimorso. Insomma, finché morte non ci separi, avremo vissuto nel [bene] e nel male il nostro matrimonio: se non altro, il dettato della chiesa cattolica, sarà stato rispettato ! E così sia.
Dublino, maggio 1997
P.S. Perché ho scelto proprio Lione per riparlare del mio vecchio matrimonio ? Perché è l’unico periodo che ricordo con qualche “positività”. Infatti, è vero che fu quasi il peggiore periodo passato assieme, ma fu anche l’unico in cui ci trovammo tutti e due sulla stessa barca (nella quale avevamo imbarcato a sua insaputa Emi), accomunati dall’essere smarriti, incapaci di progettare o anche di gestire il presente. Insomma, in qualche modo solidali nell’infelicità. L’unico periodo in cui ricordo R. essere stata nel complesso la mia “compagna” (nel senso umano e non politico del termine !).
L'ITALIA E' LA NAVE DI KIERKEGAART
L'Italia assomiglia alla nave descritta da Kierkegaard, e cioè non guidata dal capitano ma dal cuoco, che non indica la rotta ma ciò che si mangia. (W.Veltroni, 20.6.08)
domenica 15 giugno 2008
AROMI
Da qualche anno, in virtù di una norma europea, se un prodotto contiene aromi artificiali, la ditta può omettere l'aggettivo "artificiali" - che suona male - e scrivere solo "aromi". Ne è risultata una vera e propria esplosione nell'uso di queste sostanze chimiche (ne ho trovate anche nella pancetta fresca...). A parte i rischi per la salute (su decina di migliaia di molecole, solo poche sono state testate), gli aromi artificiali stanno sostituendo nella nostra memoria dei sapori e degli odori, quelli naturali. Accadrà quindi che i bambini di oggi, quando da vecchi si ricorderanno dei sapori e degli odori dell'infanzia, in realtà si ricorderanno delle molecole in uso in quegli anni e il vero odore di limone o di fragola provienente dai frutti sarà scomparso nella memoria. E se per caso capiterà di assaggiare uno estratto naturale (sempre che non siano scomparsi anche quelli per via degli OGM), il suo odore suonerà falso e forse sgradevole. Certamente poco accattivante. Analogo pericolo c'è per gli odori del nostro corpo: siamo infatti sempre più identificati dall'essenza artificiale che ci siamo spruzzati prima di uscire.
Quello che colpisce non è tanto il cinismo di chi su questo andazzo ci guadagna, quando la nostra assoluta indifferenza.
Quello che colpisce non è tanto il cinismo di chi su questo andazzo ci guadagna, quando la nostra assoluta indifferenza.
sabato 7 giugno 2008
FIGLI
Emiliano è il mio figlio preferito perché è stato il primo
Martina è la mia figlia preferita perché è l'unica femmina
Tommaso è il mio figlio preferito perché è il più piccolo (e l'ultimo...)
FAMILISMO AMORALE
L'antropologo americano Edward Banfield, studiando nel 1958 il comportamento degli abitanti di una piccola località lucana, osservò che esso era caratterizzato da "familismo amorale", intendendo con questa espressione la loro incapacità di agire insieme per il bene comune o di fatto per qualsiasi bene che trascenda l'interesse immediato e materiale del nucleo familiare. Direi che questa analisi si adatta bene ancora oggi all'insieme del sistema Italia. In proposito, suona come una conferma ciò che disse tempo fa un barista napoletano: "Berlusconi può occuparsi dei cazzi suoi se mi lascia fare i cazzi miei".
Come ha fatto osservare il Prof. Galimberti, questo modo di essere può trovare una spiegazione in due fattori.
Il primo, è che l'Italia è stata governata fino al 1861 da governi stranieri che era giusto fregare. Lo stesso Piemonte fu percepito come un occupante per molti anni, specialmente al sud.
Secondo, la religione cattolica, che garantendo a tutti e sempre l'assoluzione, rende meno problematico contravvenire alle regole. I protestanti invece, devono fare i conti con i loro peccati per tutta la vita.
Come ha fatto osservare il Prof. Galimberti, questo modo di essere può trovare una spiegazione in due fattori.
Il primo, è che l'Italia è stata governata fino al 1861 da governi stranieri che era giusto fregare. Lo stesso Piemonte fu percepito come un occupante per molti anni, specialmente al sud.
Secondo, la religione cattolica, che garantendo a tutti e sempre l'assoluzione, rende meno problematico contravvenire alle regole. I protestanti invece, devono fare i conti con i loro peccati per tutta la vita.
giovedì 5 giugno 2008
QUANDO VERONIKA SE N'E' ANDATA (non nel senso di morta...)
La prima volta, è stato in Canada. A tirarmi fuori dallo smarrimento è apparso Emiliano. La seconda volta, è stato a Roma, e c'èra Tommaso, il regalo più inatteso che ho avuto dalla vita.
mercoledì 4 giugno 2008
PERCHE' VINCE BERLUSCONI
Berlusconi ha creato in meno di vent'anni il proprio elettorato contribuendo con le sue televisioni (che hanno sfruttato il già sperimentato format americano) a plasmare una cultura costruita attorno all'idea ossessiva del successo, della ricchezza personale e del benessere individuale. Da Dallas alle Veline, sono stati proposti modelli di successo che avevano conquistato fama e denaro. Per la prima volta, non solo rare stars del cinema o industriali vincenti, ma gente comune che in poco tempo passava dalla povertà alla ricchezza. Lui stesso, Berlusconi, era l'esempio di questo successo cui tutti potevano aspirare. La televisione consentiva a tutti di condividere la felicità dei vincenti, facendo sentire tutti un po' vincenti anch'essi. Ha portato la realtà in televisione - con i reality show - e ha trasformato la realtà in uno show, nel quale ognuno può scegliersi il ruolo. Ha insomma confuso la realtà vera con quella virtuale, come quando un intero villaggio fa festa perché uno sconosciuto compaesano ha fatto una grossa vincita alla lotteria (e francamente non si capisce perché...). Fatto sta che oggi agli italiani interessa solo far soldi e carriera e per questo non serve la contrattazione collettiva offerta dai sindacati - che al massimo può far guadagnare pochi e inutili euro - ma è necessario giocare più in grande e quindi secondo le regole del gioco in vigore nell'era post-industriale e nell'economia globalizzata, quelle che possono condurre al successo individuale.
Ma c'è un altro fattore che - stranamente - non è stato indagato da nessuno: la ragione profonda del suo fascino personale. Si è detto che è simpatico, che sa parlare alla gente, che è un leader capace di dissacrare con una battuta divertente anche i momenti più solenni, e varie altre cose, ma a mio parere non bastano a spiegare per intero il suo carisma. Credo che anzitutto Berlusconi sia amato per la sua "potenza" (potere politico + ricchezza). E' noto infatti che la maggior parte della gente prova un piacere perverso a servire il potente, forse per un inconscio retaggio di quando seguivamo il capo branco nelle partite di caccia, pronti ad implorare da lui una parte del bottino (i cani si comportano così ancora oggi). Berlusconi risponde in pieno alla figura del capo branco, disponendo di un "bottino" senza limiti e ostentando una grande generosità nei confronti dei suoi servitori. Berlusconi da ad esempio ampia pubblicità al suo vezzo di regalare agli invitati alle sue feste oggetti preziosissimi, confermando la possibilità (virtuale...!) di ottenere senza fatica una appetitosa dose di "bottino" soltanto riuscissimo ad essere invitati alla sua mensa. Berlusconi è un bugiardo ? Si sospetta che abbia legami con la mafia ? Si possono pensare le cose peggiori di Berlusconi ma mi chiedo quanti rifiuterebbero di essere cooptati nell' inner circle dei suoi privilegiati collaboratori a partire da 200.000 € all'anno...(io che farei...?)
Ma c'è un altro fattore che - stranamente - non è stato indagato da nessuno: la ragione profonda del suo fascino personale. Si è detto che è simpatico, che sa parlare alla gente, che è un leader capace di dissacrare con una battuta divertente anche i momenti più solenni, e varie altre cose, ma a mio parere non bastano a spiegare per intero il suo carisma. Credo che anzitutto Berlusconi sia amato per la sua "potenza" (potere politico + ricchezza). E' noto infatti che la maggior parte della gente prova un piacere perverso a servire il potente, forse per un inconscio retaggio di quando seguivamo il capo branco nelle partite di caccia, pronti ad implorare da lui una parte del bottino (i cani si comportano così ancora oggi). Berlusconi risponde in pieno alla figura del capo branco, disponendo di un "bottino" senza limiti e ostentando una grande generosità nei confronti dei suoi servitori. Berlusconi da ad esempio ampia pubblicità al suo vezzo di regalare agli invitati alle sue feste oggetti preziosissimi, confermando la possibilità (virtuale...!) di ottenere senza fatica una appetitosa dose di "bottino" soltanto riuscissimo ad essere invitati alla sua mensa. Berlusconi è un bugiardo ? Si sospetta che abbia legami con la mafia ? Si possono pensare le cose peggiori di Berlusconi ma mi chiedo quanti rifiuterebbero di essere cooptati nell' inner circle dei suoi privilegiati collaboratori a partire da 200.000 € all'anno...(io che farei...?)
venerdì 30 maggio 2008
UNA MAIL DA UN AMICO CHE STIMO
Caro Fabio
il problema è che in questo paese si è smarrito ogni senso dei valori fondamentali si una società liberale. Siamo una società impaurita ed incattivita, attaccata al suo piccolo osso, egoista e cinica. Non facciamo figli e celebriamo la famiglia, parliamo di liberalizzazioni e consolidiamo i monopoli televisivi, costruiamo l'alternativa e facciamo gli accordi di governabilità. Di chi la colpa? Dei politici, ma anche di questa benedetta società civile che non è migliore di chi la rappresenta. I mandarini della carta stampata non hanno un senso della democrazia o della cosa pubblica più alto della casta; i docenti e i maestri di pensiero che dovrebbero fare luce nelle tenebre della notte, appaiono ciechi che barcollano senza sapere dove andare.
Come vedi il mio pessimismo si fa sempre più cupo...
Sentiamoci, fa bene alla salute ed alla mente... A presto
Paolo
PERCHE' IO E VERONIKA CI SIAMO SEPARATI
PERCHE' IO E VERONIKA CI SIAMO SEPARATI: SINTESI
Non è onesto restare per tanti anni insieme a un uomo (o a una donna) che non si ama più, rimproverandogli ogni giorno di esistere.
Non è onesto restare per tanti anni insieme a un uomo (o a una donna) che non si ama più, rimproverandogli ogni giorno di esistere.
PERCHE' IO E VERONIKA CI SIAMO SEPARATI: VERSIONE LUNGA
La versione lunga l'ho cancellata perché quella breve mi sembra del tutto sufficiente a spiegare la faccenda.....martedì 22 aprile 2008
QUEL GIORNO CHE IL BABBO SE NE E' ANDATO
Quando morì mio padre, Martina aveva 9 anni. Quella sera, senza che io glielo chiedessi, venne a dormire con me e con il suo abbraccio silenzioso si intromise fra me e il dolore come uno scudo magico. Oggi Martina ha 17 anni e mi manda al diavolo in quasi ogni circostanza. Fa la sua giusta guerra di indipendenza che la natura le impone. Sono sicuro però che non smette di abbracciarmi.
venerdì 29 febbraio 2008
VISITA A MAUTHAUSEN
Martina aveva dieci anni quando andammo a visitare Mauthausen. E’ un bel villaggio sulla riva sinistra del Danubio, non molto distante da Vienna. Il campo di sterminio fu costruito appena fuori del borgo, su una collina che domina dall’alto la vallata. Verrebbe da dire che sia un luogo ameno, se non fosse un pezzo di inferno.
Arrivammo di buon mattino in una bella giornata di primavera. Non c’erano altri visitatori. Ricordo un profondo silenzio amplificato dal fruscio del vento.
A Mauthausen tutto è restato com’era. Un bambino che non avesse la nozione del tempo e della storia, potrebbe pensare che tutto quel che vi accadde si sia concluso il giorno prima. Giustamente non è stato trasformato in museo. Quando si entra in un museo, si è preparati a visitare qualcosa di trascorso, di concluso. Mauthausen è invece ancora un luogo vivo (il che può apparire paradossale per una fabbrica di morte), e camminando nelle baracche ormai vuote, non si può fare a meno di sentire la presenza delle moltitudini che vi sono transitate.
Se i fantasmi esistono, Mauthausen ne è pieno.
Per chi non conosce il tedesco, visitare il campo senza una guida non consente sempre di capire dove ti trovi, ma soprattutto, non ti permette di prevedere dove stai per entrare.
Ci aggiravano quindi con circospezione – direi anzi con paura - nel timore che prima o poi, senza rendercene conto, saremmo entrati nel girone finale, quello dove le persone venivano uccise.
I sapienti architetti dell’orrore lo costruirono in basse baracche in muratura. Entrando oggi in quei locali ormai silenziosi, si ha chiara la percezione di trovarsi nei luoghi dove si consumava la fase finale del martirio, ma è difficile identificare subito la sequenza della procedura di sterminio così razionalmente organizzata.
Eravamo smarriti e spaventati. Esitavo a proseguire l’esplorazione, e soprattutto ad allontanarmi dall’entrata.
Mentre mi guardavo intorno incapace di fare commenti, mi sentii chiamare da mia figlia che si era spinta più avanti: “Vieni da questa parte, senti che buon profumo”. Mi avvicinai, ma non avvertivo che un leggero e sgradevole odore di muri muffiti. Comunque la seguii, e lei, guidata da quella sensazione, mi condusse con sicurezza, attraverso piccole stanze e stretti corridoi, nella camera a gas.
Difficile non rimanere interdetti, tanto che non mi sentii lì per lì di rivelarle dove mi aveva portato. Anzi, ancora non ho avuto il coraggio di raccontarle questa storia. Per questo l’ho scritta. Prima o poi le capiterà di leggerla.
Se i fantasmi esistono, a Mauthausen sentono ancora il bisogno di raccontare...
"Dio dovrà chiedermi scusa per tutto ciò"(Scritta sul muro di una cella)
mercoledì 20 febbraio 2008
AFORISMI
Io sono solo, mentre loro sono tutti
Dostoevskij
Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo
Lao Tzu (fondatore della filosofia cinese del Taoismo, vissuto nel 600 a.c.)
Se anche domani fosse l’ultimo giorno del mondo, io pianterò il mio albero
Martin Lutero
(...Martin e io siamo nati lo stesso giorno...!)
Se avete intenzione di affogare i vostri problemi nell'alcool, tenete presente che alcuni problemi sanno nuotare benissimo.
Robert Musil
Il matrimonio è il prezzo che gli uomini pagano per il sesso; il sesso è il prezzo che le donne pagano per il matrimonio.
Anonimo
PS. Secondo lo psichiatra Lusetti, il sesso è il prezzo che le donne pagarono nella preistoria per non essere mangiate....
Il fattore che ha maggiormente destabilizzato la mia vita sono state le mogli
Io
"Il ghiaccio è come le donne: bisogna sapello grattà"
Un grattacheccaro di Ostia
Meglio essere vecchi che morti
Diane Keaton
L'entropia è il fenomeno per cui il dentifricio non può rientrare nel tubo
W.Allen
Alla nostra età certe cose le devi mangià cor pane...
Gino (meccanico e filosofo)
Voi avete gli orologi,
noi abbiamo il tempo»
Quando vai a prendere l'acqua al pozzo, ricordati sempre di chi l'ha scavato
Non è importante svegliarsi presto. E' importante svegliarsi all'ora giusta
(Proverbio sardo)
Dostoevskij
Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo
Lao Tzu (fondatore della filosofia cinese del Taoismo, vissuto nel 600 a.c.)
Se anche domani fosse l’ultimo giorno del mondo, io pianterò il mio albero
Martin Lutero
(...Martin e io siamo nati lo stesso giorno...!)
Se avete intenzione di affogare i vostri problemi nell'alcool, tenete presente che alcuni problemi sanno nuotare benissimo.
Robert Musil
Il matrimonio è il prezzo che gli uomini pagano per il sesso; il sesso è il prezzo che le donne pagano per il matrimonio.
Anonimo
PS. Secondo lo psichiatra Lusetti, il sesso è il prezzo che le donne pagarono nella preistoria per non essere mangiate....
Il fattore che ha maggiormente destabilizzato la mia vita sono state le mogli
Io
"Il ghiaccio è come le donne: bisogna sapello grattà"
Un grattacheccaro di Ostia
Meglio essere vecchi che morti
Diane Keaton
L'entropia è il fenomeno per cui il dentifricio non può rientrare nel tubo
W.Allen
Alla nostra età certe cose le devi mangià cor pane...
Gino (meccanico e filosofo)
Voi avete gli orologi,
noi abbiamo il tempo»
Proverbio afgano
(Proverbio cinese)
(Proverbio sardo)
L'indifferenza è la parte più crudele dell'amore
(Herman Bang)
Your son
will hold your hand for only a little time
But he will
hold your heart for a lifetime
Se la vita non ti sorride falle il solletico
(anonima radioascoltatrice di Radio2)
Iscriviti a:
Post (Atom)
