mercoledì 3 settembre 2008

I MIEI FIGLI



Un metro e
86 centimetri di smarrimento, di disgustosi videogames, di nascoste attenzioni e di silenziosa generosità.

Un ingorgo di emozioni, dalla inconfessata sofferenza alle rabbie gridate troppo forte. E una riserva di affetti soffocati.


Per trentun anni mi ha maneggiato da lontano. Con l’attenzione che si deve ad un oggetto prezioso e fragile. E io, tra i numeri di cellulare, a memoria ricordo solo il suo.

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