sabato 28 giugno 2008
LE FRASI SCELLERATE DI MARTINA: UN TENTATIVO DI CAPIRNE IL SENSO
L'ultima che ricordo nel corso della sua adolescenza fu di minacciarmi di non darmi alcun aiuto allorché, invecchiato fino a non essere più autosufficiente, ne avrei avuto bisogno. La cattiveria di questa minaccia si descrive da sola. Punta con grande intelligenza sul fatale sopravvenire della fragilità della vecchiaia per affermare la forza - a confronto quasi infinita - di chi è nel pieno della giovinezza. In altre parole: adesso non ti posso fare del male. Aspetto che tu sia sulla soglia della tua fine fisica per poter finalmente calpestarti infierendo sulla tua fragilità. Difficile immaginare un pensiero così orribile e vile (infierire su un inerme).
E' dunque possibile che sia vero ? La minaccia è ovviamente priva di fondamento: non mi aspetto che essa sia messa in pratica. L'aggressione sta dunque tutta nella minaccia in sé. Minacciare il padre in modo così "cattivo" serve a ferirlo. E la ferita effettivamente brucia.
Quindi il punto è: perché vuole infliggere questo dolore ? O anche: vuole effettivamente infliggere un dolore o questo è il solo modo con cui lei riesce a reagire al suo ?
Da piccola Martina era maestra nel passare dalla parte del torto, specie nei conflitti con Tommaso. Se subiva un dispetto, per esempio, lei reagiva con tale violenza che eravamo costretti a soccorrere lui e rimproverare lei, con la conseguente impossibilità di riconoscerle il ruolo di vittima che il più delle volte aveva. Martina, inoltre, aveva un bisogno parossistico di vedersi gratificata, e come tutti i bisogni parossistici non era possibile accontentarli tutti. La gelosia nei confronti di Tommaso e la sofferenza per le mancate gratificazioni, sono stati i tratti che hanno reso tormentata l'infanzia di Martina. Poi sono iniziate le incomprensioni fra me e Veronika, seguite dai litigi. Martina ha cercato invano di tapparsi le orecchie non potendo sostenere questa situazione e ha cercato sempre più riparo fuori casa, interrompendo la comunicazione con i genitori.
Ma allora che significato dare alle sue "frasi scellerate" ? Mi viene da pensare che esse rappresentino una forma di reazione, una specie di anticorpo che per difenderti procura un danno, come una reazione allergica: vivendo in un ambiente in cui le risulta impossibile esprimere l'affetto che certamente prova, reagisce all'intollerabile disagio che ciò le provoca, chiudendo gli occhi e la mente, e sparando insulti. Cioè, è questo il suo mo (n) do "rovesciato" di esprimere affetto ?
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