domenica 6 luglio 2008

I CLASSICI

" Questa era dunque la vita che si faceva. I nostri rapporti diventavano man mano più ostili. E infine si arrivò al punto che non più la discordanza di idee provocava ostilità, ma l'ostilità provocava la discordanza di idee: qualunque cosa lei dicesse, io già in anticipo ero in disaccordo, e lo stesso faceva lei....Scaturivano liti e espressioni di odio a proposito del caffè, della tovaglia, dell'auto.. Dentro di me l'odio per lei ribolliva spesso terribile....Noi non comprendevamo che amore e rancore erano lo stesso identico sentimento animale, soltanto sotto aspetti diversi. Se lo avessimo capito, vivere in questo modo sarebbe stato terribile. Qui sta infatti, insieme, la salvezza e il castigo dell'uomo: che quando non vive come vorrebbe, ha la possibilità di annebbiare la propria mente in modo da non accorgersi della miseria della sua situazione. Così facevamo anche noi. Lei cercava di stordirsi con un'attività intensa: faccende domestiche, arredamento della casa, vestiti per sé e per i figli, cura dei bambini. Io da parte mia avevo le mie occupazioni: bere, ufficio, caccia, carte da gioco. Tutti e due sentivamo che, quanto più eravamo impegnati, con tanto più astio potevamo trattarci reciprocamente. “Ti diverti a fare tanti capricci – pensavo di lei- mi hai tormentato tutta la notte con le tue scenate e oggi ho l'assemblea in ufficio”. “Anche tu te la godi – mi diceva lei – ma non ho dormito tutta la notte con il bambino...”...
Si viveva quindi in una nebbia perpetua, senza accorgerci della situazione in cui ci trovavamo. E se avessimo vissuto così fino alla vecchiaia, avrei creduto anch'io, morendo, d'aver vissuto una buona vita: non avrei compreso quell'abisso di infelicità e di menzogna in cui mi dibattevo. Noi eravamo in realtà due galeotti, pieni di odio l'uno per l'altro, legati alla stessa catena: ci avvelenavamo l'un l'altro la vita e ci sforzavamo di non accorgercene. Non sapevo ancora a quei tempi che il 90% dei coniugi vivono nel medesimo inferno, e che non può essere altrimenti".

Questo è un brano di un racconto scritto da Tolstoi circa 110 anni fa. Descrive abbastanza fedelmente ciò che avveniva fra me e Veronika un secolo dopo.
Morale:  da giovani, bisognerebbe leggere di più i classici...

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