Ho passato le vacanze a Gaeta per quasi 50 anni. A ricordarli
oggi, sembra il film in 8mm della mia vita.
Il primo mare dell’anno era quello che vedevo dal treno
quando arrivava a Campoleone. La prima emozione dell’estate, quando salivamo in
carrozza per andare dalla stazione a casa. L’odore del mare è per me sempre
quello della spiaggia di Serapo. Poi i silenzi della controra, il profumo di
frittura di pesce, le strade sterrate e aride dove i contadini passavano ancora
in sella ai somari.
Il primo bacio l’ho dato a Gaeta alla ragazzina che poi mi
ha spezzato il cuore.
E’ a Gaeta, all’inizio dell’adolescenza, che ho scoperto la
sensazione di essere fisicamente invincibile. Sempre a Gaeta ho conosciuto la
prima stanchezza di vivere con Veronika. Per Martina e Tommaso, Gaeta probabilmente
non vuol dire niente, ma io li vedo ancora scavare buche nella sabbia. E’ a
Gaeta che Martina fece a pezzettini la sua bistecca e senza essere vista la
buttò metodicamente per terra, mentre Emiliano divorava filetti di manzo che la
madre gli aveva proibito. C’era stanchezza, ma era ancora vita.
Vorrei avercela adesso…
Gaeta era il luogo dove tutti i componenti della famiglia per molti anni si
ritrovarono, prima di andarsene uno dopo l’altro. Quelli che siamo rimasti, a
Gaeta non ci andiamo più, perché non vogliamo tornare in un luogo dove ormai ci
sono solo ricordi e fantasmi.
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