sabato 16 giugno 2012

GAETA



Ho passato le vacanze a Gaeta per quasi 50 anni. A ricordarli oggi, sembra il film in 8mm della mia vita.
Il primo mare dell’anno era quello che vedevo dal treno quando arrivava a Campoleone. La prima emozione dell’estate, quando salivamo in carrozza per andare dalla stazione a casa. L’odore del mare è per me sempre quello della spiaggia di Serapo. Poi i silenzi della controra, il profumo di frittura di pesce, le strade sterrate e aride dove i contadini passavano ancora in sella ai somari.
Il primo bacio l’ho dato a Gaeta alla  ragazzina che poi mi ha spezzato il cuore.
E’ a Gaeta, all’inizio dell’adolescenza, che ho scoperto la sensazione di essere fisicamente invincibile. Sempre a Gaeta ho conosciuto la prima stanchezza di vivere con Veronika. Per Martina e Tommaso, Gaeta probabilmente non vuol dire niente, ma io li vedo ancora scavare buche nella sabbia. E’ a Gaeta che Martina fece a pezzettini la sua bistecca e senza essere vista la buttò metodicamente per terra, mentre Emiliano divorava filetti di manzo che la madre gli aveva proibito. C’era stanchezza, ma era ancora vita. Vorrei avercela adesso…
Gaeta era il luogo dove tutti i componenti della famiglia per molti anni si ritrovarono, prima di andarsene uno dopo l’altro. Quelli che siamo rimasti, a Gaeta non ci andiamo più, perché non vogliamo tornare in un luogo dove ormai ci sono solo ricordi e fantasmi.

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