lunedì 14 maggio 2012

BRUXELLES


Quando ero piccolo sognavo di avere un lavoro che mi facesse andare a Bruxelles
Dove andavano le persone importanti
Dove c’era la vita vera
Chi andava a Bruxelles alla Comunità Europea era uno che aveva il mondo a suoi piedi.
Credevo io da bambino.
Poi mi sono dimenticato di questo sogno.
Me ne sono ricordato dopo che a Bruxelles c’ero andato fin troppe volte.

Tra il sogno di bambino e la realtà c’era una tale differenza che il sogno era irriconoscibile.
Ci pensavo spesso in aereo.
Arrivavo a Bruxelles la sera, andavo dritto in albergo e non vedevo l’ora che arrivasse il giorno dopo.
Bruxelles non era che un luogo virtuale dove andare a una riunione per poi andarsene il prima possibile.
Che fastidio quando le riunioni erano due e mi toccava stare un altro giorno !
Il momento più bello era arrivare in aeroporto per tornare a casa. Prima una sosta da Starbucks e poi dentro a gironzolare fra i negozi
Sapevo che a Fiumicino una moglie mi avrebbe aspettato e a casa i ragazzi aspettavano qualcosa comprata in aeroporto. Il bello di Bruxelles era tornare a casa.

Adesso penso che quasi certamente non andrò più a Bruxelles perché nessuno mi pagherà più il viaggio per andare a una riunione
E quindi invidio quelli che hanno ancora molti anni di riunioni a Bruxelles

Di nuovo penso che chi va a Bruxelles è uno che ha il mondo ai suoi piedi.

http://www.youtube.com/watch?v=IBTeeoGXvC4&feature=related

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