Quando si lavora per molti anni nella diplomazia al servizio
della prevenzione dei conflitti, si capisce che i conflitti non nascono
mai da un punto zero. Ogni conflitto è
il seguito di un altro. Ovviamente se si prende arbitrariamente un punto zero,
e nessuno si ricorda di quello che era successo prima, la storia che si
racconta mostrerà chiaramente un carnefice e una vittima. In realtà, la vittima
di oggi è spesso stata a sua volta un carnefice, anche se magari in un tempo
molto lontano e quindi dimenticato.
Perché questa è la storia dell’uomo, fatta di conflitti per la
sopravvivenza e in genere dettati dalla paura.
Quando scandagliamo il rapporto fra due persone, ognuno di
noi fissa un punto zero, ossia un torto subìto che diventa il punto di partenza
della catena fra azioni e reazioni, così che le nostre reazioni diventeranno
tutte giustificate dalla necessità di essersi dovuto difendere. E si potrà anche dimostrare che il
colpevole è l’altro.
Qualificare un episodio come punto zero è quasi sempre
disonesto, cercare di individuare quello vero è un’opera insensata oltre che
impossibile, in quanto nei rapporti fra due persone non c’è quasi mai un vero e
proprio punto zero, ma piuttosto dei granelli di sabbia che inavvertitamente
scivolano da un rilievo.
Il vero delitto che ho commesso – uccidendo una buona parte
di me – è stato non voler prendere atto che Veronika non mi voleva più. Ma pur avendolo
perfettamente chiaro – era il 1996 e ci scrissi perfino una canzone ! – non ebbi
il coraggio di andarmene e così ho bruciato anni di vita e ho trasformato in un
incubo questi ultimi.
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