mercoledì 9 maggio 2012

I CONFLITTI



Quando si lavora per molti anni nella diplomazia al servizio della prevenzione dei conflitti, si capisce che i conflitti non nascono mai  da un punto zero. Ogni conflitto è il seguito di un altro. Ovviamente se si prende arbitrariamente un punto zero, e nessuno si ricorda di quello che era successo prima, la storia che si racconta mostrerà chiaramente un carnefice e una vittima. In realtà, la vittima di oggi è spesso stata a sua volta un carnefice, anche se magari in un tempo molto lontano e quindi dimenticato.  Perché questa è la storia dell’uomo, fatta di conflitti per la sopravvivenza e in genere dettati dalla paura.

Quando scandagliamo il rapporto fra due persone, ognuno di noi fissa un punto zero, ossia un torto subìto che diventa il punto di partenza della catena fra azioni e reazioni, così che le nostre reazioni diventeranno tutte giustificate dalla necessità di essersi dovuto difendere. E si potrà anche dimostrare che il colpevole è l’altro.
Qualificare un episodio come punto zero è quasi sempre disonesto, cercare di individuare quello vero è un’opera insensata oltre che impossibile, in quanto nei rapporti fra due persone non c’è quasi mai un vero e proprio punto zero, ma piuttosto dei granelli di sabbia che inavvertitamente scivolano da un rilievo.

Il vero delitto che ho commesso – uccidendo una buona parte di me – è stato non voler prendere atto che Veronika non mi voleva più. Ma pur avendolo perfettamente chiaro – era il 1996 e ci scrissi perfino una canzone ! – non ebbi il coraggio di andarmene e così ho bruciato anni di vita e ho trasformato in un incubo questi ultimi.

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