lunedì 30 luglio 2012

ELOGIO DELL’ADULTERIO



Non ho mai creduto che la fedeltà coniugale fosse un valore indiscutibile, ma non ho mai cercato avventure (in realtà non ne ero proprio capace…) solo per il piacere di rendere più variegata la mia vita sessuale. Se ho tradito (poche volte…) le mie compagne, è stato come reazione a qualche disagio, se non – come accadde con Rossana – per sopravvivere ai suoi tradimenti. Ossia, mi sento di dire di essere stato un adultero occasionale  e in buona misura, “per necessità”.
Con V. è stato diverso. Non ci fu per molti anni un motivo di disagio così forte da indurre al tradimento e comunque, col tempo, il tradimento non mi sembrò più un’opzione percorribile: io non c’ho mai saputo fare con le donne e dopo i 50 ho pensato che non ci fossero più molte possibilità.
Da parte sua, V. fu assurdamente possessiva (non gelosa !) fino alla nascita di Martina. Poi, è forte la mia impressione  che abbia invece sperato che io mi trovassi un’amante, così da alleggerirsi del mio peso. Ad esempio, io non conosco molte mogli che avrebbero lasciato il marito, da solo, per settimane, con giovani e belle baby sitter (vedi foto in basso tanto per capire di cosa sto parlando…).
Ma io invece non approfittavo della libertà e questo semplicemente perché non ne ero capace (ossia né per onestà né per amore né per nessun’altra nobile ragione, ma solo per imbranataggine).

Quindi, concludendo, se non ho di che vantarmi della mia fedeltà, devo invece rimproverarmi ?
Ho paura di sì, ritenendo che se io fossi stato capace di tradire (con leggerezza, ovviamente) V., forse le cose fra noi sarebbero andate meglio .
Forse non mi avrebbe neanche lasciato perché io sarei stato più a posto con me stesso e quindi lei mi avrebbe trovato più simpatico e meno distruttivo. Inoltre, ogni tanto sarei sparito per qualche “viaggio di lavoro” e lei si sarebbe rilassata con i suoi amici senza l’ansia di dover tornare a casa per cena. La nostra vita non sarebbe stata per questo perfetta, ma forse migliore.





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